Quando e quanto proteggere i nostri figli?

proteggere i nostri figli

Inizio questo articolo con una (auto)citazione ironica che vuole essere una piccola riflessione sulla genitorialità e il bisogno di protezione che (alle volte) eccede. Mi riferisco in particolare ai genitori di oggi che, senz’altro sono più attenti e presenti dei nostri genitori, ma allo stesso tempo forse un po’ troppo presi dal desiderio di proteggere.

proteggere i nostri figli

Cosa significa proteggere?

Dal latino: protegere composto di pro davanti e tegere coprire.

L’immagine è veramente fondamentale, archetipica: il coprire che difende, che ripara. Scorgiamo quindi in questa parola una forza elementare e colossale, una tensione comune, un istinto atavico: alzando la mano ci si proteggono gli occhi dal sole, si protegge il figlio dall’aggressore frapponendo il proprio stesso corpo. La connotazione forse più impalpabile – più chiara nell’uso latino – è però il difendere nascondendo. Chi protegge, o ciò che protegge, cela il protetto agli effetti di una forza impietosa, o agli occhi scrutatori di chi lo cerca come una bestia. (unaparolaalgiorno).

bimba alla finestra
bimba alla finestra © Lisa Massei

A volte si è portati a credere che proteggendo ci stiamo prendendo cura, stiamo amando. Chi direbbe mai che il troppo amore fa male? In verità troppo amore, come troppo poco sono ugualmente dannosi. Nascondere, difendere nascondendo è un po’ impedire di vivere.
Mi viene in mente quando mia figlia ha iniziato a camminare. Se le fossi stata troppo addosso le avrei impedito di camminare, o almeno di imparare con serenità. Certo, vederla barcollare e rischiare di farsi male è stato spesso un tuffo al cuore, ma è stato necessario tenere lì, nel cuore, l’istinto a proteggere per lasciarla crescere, sperimentare, procedere a piccoli passi con sicurezza.

Quando e quanto proteggere i nostri figli?

Senz’altro non è facile stabilirlo con una semplice regola da applicare a tutte le situazioni, ma una cosa la possiamo fare, ovvero porci qualche domanda:

  • sto proteggendo mio figlio/a perché ha veramente bisogno di essere protetto?
  • è un suo bisogno oppure è un mio bisogno?
  • da cosa lo/a sto realmente proteggendo?
  • cosa potrebbe accadere a mio figlio/a se non avessi questo atteggiamento protettivo?

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