I colori e le emozioni (parte 1)

colori ed emozioni

I colori possono emozionarti? Sono vicini al tuo mondo interno?
Possono trasmetterti sensazioni positive o negative?

Tu che rapporto hai con i colori? Quali ti piacciono e quali non sopporti?

Tanto tempo fa in una fabbrica gli operai si lamentavano con il padrone per il freddo che sentivano nel locale mensa, un locale che aveva le pareti imbiancate con un tono di blu e chiedevano di aumentare il riscaldamento. Il padrone, non essendo di questa idea, fece invece dipingere le pareti con un tono di arancio: il risultato fu che non solo gli operai non avvertivano più il freddo, ma addirittura venne abbassa-to il riscaldamento.               

(Tratto da https://www.homolaicus.com/linguaggi/teoria-colori.htm)           

Se cerchiamo sul vocabolario la parola “colore” scopriamo due definizioni:       

  • la prima, data dagli scienziati studiosi della fisica, sostiene che il colore è una percezione di luce riflessa da un oggetto sui nostri occhi;
  • la seconda, data dai pittori e dagli artisti, dice che il colore è una sostanza usata per dipingere.        

Però, come ogni altro fenomeno, il colore può essere indagato da diversi punti di vista, in diverse direzioni e con diversi metodi.

Il colore in una immagine, in un tessuto, attorno a noi, è stato paragonato da molti come una colonna sonora, come una musica che avvolge e che, come una musica, può regalare emozioni.           

Parlare di colore vuole anche dire collegare il colore alla sinestesia, quel fenomeno neurofisiologico che comporta l’interferenza di vari stimoli sensoriali proveniente da sensi diversi.                       

Prendendo spunto da Paul Klee ogni elemento della natura è più ricco di colore di qualsiasi quadro o tavolozza di un’artista. Klee riteneva che il vero artista raggiungesse l’apice nel momento in cui la tavolozza ed il pennello riuscivano ad esprimere stati d’animo, sentimenti e varie sensazioni. Per Klee non era importante il dipinto, ma la sua facoltà di crescere e di riprodursi, come un seme che si trasforma in pianta.

Il mondo è diviso a metà: vita e morte, giorno e notte, bianco e nero. Ogni colore ha il suo colore che lo contrasta e lo bilancia. Per scaldare un viola ci vuole un po’ di giallo per equilibrare un rosso ci vuole un po’ di verde.               

L’intento è di ricostruire poeticamente il tessuto dell’universo che l’artista trasformerà a suo piacere ogni volta che vorrà, cambiando solo una goccia di colore.           

Il colore quindi viene visto come un “sotto sopra”, “davanti e dietro” più che una successione di toni.                   

Anche Vasilij Kandinskij pensava che il colore fosse un mezzo efficace per comunicare emozioni e sentimenti. Il colore veniva da lui suddiviso in bianco e nero, morte e nascita, coppie calde e fredde. Citando anche Josef Albers, anche lui pittore e teorico del Bauhaus, il colore inganna di continuo.

nero
colori ed emozioni

L’eterna soggettività del colore

Molto spesso ci si è interrogati sull’oggettività del colore, cercando di afferrarlo, classificarlo, interpretarlo in modo più o meno preciso e assolutistico. Ed è affascinante quanto invece il colore, alla fine dei conti, continui a sfuggire alle nostre interpretazioni, mettendoci di fronte alla soggettività.           

Dunque nel colore c’è anche l’inganno continuo di poterlo classificare, imprigionare, catalogare e con esso anche una emozione mutevole per me, come per te, di fronte allo stesso colore.

Proviamo ad immaginarci in gruppo, intorno ad un tavolo. Se qualcuno propone di far girare uno scampolo di colore (un quadratino di carta) e lo lascia girare e descrivere scrivendo individualmente emozioni, sensazioni e percezioni, condividendole poi nel gruppo potremo scoprire che non per tutti lo stesso verde acqua trasmette serenità. Così come lo stesso marrone può non trasmettere emozioni positive, oppure si.   

Pensando quindi all’emozione come qualcosa di soggettivo è inevitabile pensare che sì, possono esistere delle regole generali, dei test che possono fare associare quel colore ad una determinata sensazione, emozione, ma esiste sempre la possibilità che possa non essere così.           

Ecco quindi che per alcuni il nero è un colore che può separare e può essere visto come negativo, mentre per altri può essere l’insieme di tutti i colori e visto in forma positiva. Infatti non è mescolando tutti i colori insieme che possiamo trovare il nero?   

Il nero viene anche considerato “inclusivo” perché appunto include, accoglie, ingloba tutti i colori. E’ anche un colore che viene usato spesso dagli adolescenti per non essere visti, o dagli adulti viene indossato come segno di eleganza. E’ anche un colore forte, deciso, che se visto come segno su un foglio, senz’altro può rimandare all’essenziale, al contrasto, al definire confini netti e chiari.

Colore

Scritto da:

Lisa Massei

psicologa e arteterapeuta

Francesca Chessa

illustratrice ed esperta di colore

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