Arteterapia? Cos’è e a chi può essere utile.

Cos’è l’arteterapia?

Per arteterapia (e arte al servizio della terapia) si intendono tutte quelle forme espressive che non si possono relegare soltanto alla pittura, come invece comunemente si crede, perché lo scopo dell’arteterapia è quello di esprimersi attraverso un linguaggio, che in questo caso è un linguaggio espressivo: l’arte. Per questo può variare in tantissime forme: la musica (musicoterapia), la danza (danzamovimento terapia), il colore nelle sue varie sfumature espressioni e sfaccettature, la creazione di manufatti, elaborati, la scrittura, il collage, ecc…

 

Quali sono le utenze con cui si applica l’arteterapia?

Comunemente si crede che l’arteterapia sia una disciplina adatta solo ai bambini. In realtà è molto, molto democratica, ovvero si può applicare a utenze e contesti molto diversi. Con adulti, adolescenti, bambini, anziani. Si applica nella clinica, ma anche in contesti di benessere, in ambito privato (in percorsi individuali o di gruppo), a scuola, nelle associazioni o nelle aziende.
Scegliere il contesto e l’utenza quindi sta all’operatore, alla sua formazione, da cosa sceglie di approfondire e con chi si sente più adatto a lavorare.

 

Una distinzione importante…


Un distinzione che mi piace fare è quella fra laboratorio creativo e laboratorio espressivo. Il primo è un laboratorio che aiuta a contattare la creatività al fine di creare degli oggetti, il secondo è quello che aiuta a entrare in contatto con la parte espressiva, emozionale e relazionale: rispetto a se stessi e agli altri (io e il mondo).

Quindi il lavoro dell’arteterapia è un lavoro sull’espressività, nel riconoscersi nel processo di quello che accade e non è finalizzata ad ottenere dei risultati estetici, anche se l’estetica ha una sua importanza, in un certo senso, ovvero può essere una forma di piacere finalizzata al benessere.

Nell’osservare l’elaborato, si lavora sulla sensazione, sulla percezione, sui ricordi. C’è infatti una parte verbale e una non verbale. Nella parte verbale si elabora ciò che accade emotivamente. Durante la parte non verbale invece ci si dedica all’elaborato.

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