Vuoto fertile come coltivarlo per nutrire la creatività

vuoto fertile

In questo articolo ti parlerò di un concetto che potrà appartirti un po’ strano, ovvero il vuoto fertile. Uno “spazio interiore” utile per nutrire la tua creatività. Perché vivere momenti di lentezza e ritagliarsi degli spazi di sana noia ci sono molto utili per ripartire con la giusta energia creativa.

Vuoto fertile? Parliamone…

Parlare di vuoto nella nostra società non solo non è ben visto, ma è proprio caldamente scoraggiato. La parola vuoto e’ spesso associata a morte, noia, paura, perdere tempo… ignoto.
Ma c’è un vuoto anche fertile, ed è il vuoto fatto di lentezza, gentilezza, ascolto. Uno spazio di saggia noia interiore, uno spazio non riempito da impegni, che ti mette di fronte alla tua capacità di fermarti, riflettere, stare senza fare.

Molti di noi non sanno più cosa sia uno spazio di questo tipo, stress, paura di fermarsi, incertezza, ci spingono a non farlo mai, o a farlo quando ormai il nostro corpo ci manda ormai segnali di stanchezza che abbiamo a lungo ignorato. Così, quando ci decidiamo finalmente a fermarci in qualche modo è “troppo tardi”: non riusciamo a rilassarci davvero, somatizziamo e siamo improvvisamente dominate da acciacchi vari.

Per accogliere il vuoto fertile bisogna imparare ad ascoltare il nostro corpo, imparare a capire le nostre reazioni, ad accettare aspetti della vita che spesso ignoriamo.

Il vuoto è un tema che affronto spesso quando parlo di lutto con le mie clienti. A volte, andando un po’ a scavare, dietro l’ansia di riempire c’è, purtroppo un lutto non elaborato, o un bisogno di non fermarsi perché farlo sarebbe troppo doloroso. 

Alcuni spunti su come coltivare e accogliere il tuo vuoto fertile:
  • sii onesta con te stessa: se tendi a riempire le tue giornate chiediti perché
  • se ti rispondi in modo “massificato” e ti dici che non puoi fare altrimenti, chiediti se veramente è così
  • se conosci la risposta, appuntala su un quaderno, scrivi tutto quello che ti passa per la testa
  • c’è qualcosa che hai fatto in passato che ha funzionato nel farti rallentare?
  • metti delle piccole pause nelle tue giornate, non importa che siano enormi, ma anche piccoli gesti, qualcosa che sai che ti aiuta ad ascoltarti e farti rallentare: scrivere, colorare a caso su un foglio con le matite, fare scarabocchi senza senso, accendere una candela, chiudere gli occhi e respirare profondamente.
    Prova: sperimenta.
  • Nei momenti meno carichi (durante le vacanze estive o invernali, per esempio, o quando ti cala un po’ il lavoro se sei una libera professionista) cerca di concentrarti sul tuo corpo e fai il possibile per staccare da tutto ciò che (anche lontanamente) ti ricorda il lavoro. Per es. vai al mare, nei boschi e cerca tempi lenti (la natura è una grande maestra).

Dopo, e solo dopo che ti sei ascoltata, che ti sei concessa del vuoto fertile torna una sana e ricca creatività.

Ricorda che anche la terra si riposa prima di dare nuovi frutti.

Se non sai risponderti, ti senti confusa, se quando ti prendi del tempo per te ti senti in ansia, in colpa, ricordati che puoi farti aiutare da un professionista, investire su te stessa non è mai una perdita di tempo.

Preferisci ascoltare?

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