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Ti darò il sole

Ti darò il sole è un romanzo, definibile come young adult, ovvero libri per ragazzi, ma non solo. La letteratura young adult nasce per un pubblico giovane ma sembra appassionare anche gli over 40. Come dico sempre, mi posso appassionare ad ogni genere di letteratura, purchè sia credibile e coinvolgente. In questo caso Ti darò il sole ha risposto ad entrambe le caratteristiche… E’ davvero credibile e coinvolgente.


Credo in ogni cosa fino a quando non si dimostra il contrario. Quindi credo nelle fate, nei miti, nei draghi. Tutto esiste, anche se è nella nostra mente. Chi ci dice che i sogni e gli incubi non sono reali come il qui e ora?
(John Lennon)

 

Ti darò il sole

La trama in breve:

Noah e Jude sono due fratelli gemelli sono legatissimi, quasi avessero un’anima sola. A tredici anni, su insistenza della madre stanno per iscriversi a una prestigiosa accademia d’arte. Tecnicamente è Noah ad avere il posto in tasca – è lui quello pieno di talento, il rivoluzionario – e invece in un salto temporale di tre anni scopriamo che è Jude ad avercela fatta, ma anche che i due fratelli non si parlano più, che Noah ha smesso di dipingere, che si è normalizzato, e che Jude si è ritirata dal mondo che tanto le calzava a pennello. Cos’ha potuto scuotere il loro legame così nel profondo? In un racconto a due voci e a due tempi, Noah e Jude ci precipitano tra i segreti e le crepe che inevitabilmente si aprono affacciandosi all’età adulta.

 


Premessa (personale):

Leggo da anni tanta saggistica, sia per motivi di studio, che personali. Mi appassionano le tecniche psicologiche e tutte le sfumature scientifiche e non del mondo della saggistica. Bene o male, leggere è spesso per me un approfondimento dello studio, proprio perchè penso che in un mestiere di relazione con l’altro, il continuo aggiornamento sia molto importante. Più volte mi sono riavvicinata alla narrativa, spesso con fatica e spesso ho abbandonato dopo poco letture che decollavano con troppa lentezza. Sull’onda della fiducia, (grazie ad un consiglio di lettura di Laura Pisani su facebook) mi sono avvicinata a questo romanzo. E’ così che 500 pagine sono state divorate in pochi giorni. 🙂 Non pagine leggere, che volano via perché “poco profonde”, tutt’altro.

La mia recensione:

In questo romanzo c’è tutto e, se non proprio tutto, c’è tanto di quello che può essere un romanzo che parla di persone. C’è il legame fra fratelli, un legame fatto di profondità e complicità, ma anche di gelosia, competizione, disprezzo. Ci sono i primi amori, c’è la scoperta della sessualità. C’è la famiglia nella sua interezza. Nella leggerezza ma anche soprattutto nella pesantezza. Una pesantezza profonda e vitale. C’è il lutto, c’è la difesa dalla sofferenza. Il tutto condito dall’arte. L’arte accompagna tutto il libro che è davvero un dipinto. Oserei dire che è come un’opera di Picasso nel suo periodo cubista.

L’autrice lo cita più volte, Noah stesso viene anche soprannominato Picasso da Oscar che, per ironia della sorte (secondo me) somiglia lui stesso ad un ritratto di Picasso. Infatti Oscar ha gli occhi di due colori diversi (come David Bowie) e la faccia che appare”scomposta” a chi lo asserva; descritta sempre con grande meraviglia, con l’amore e la meraviglia per l’imperfezione, l’originalità, la storia che c’è dietro ad una stravaganza.
Al di là di questo ho trovato, leggendolo, come se ci fosse un’analogia anche nella struttura narrativa. E‘ come se tutto il libro piano piano porti verso una scomposizione della storia, della vita. Una vita interrotta da un lutto improvviso. Le personalità dei due gemelli sembrano mescolarsi, scambiarsi… Per poi volgere verso un finale, che forse non è banale, proprio perché la scomposizione trova un nuovo ordine, e questo nuovo ordine diventa così credibile.

Per rendere quel che mi ha suscitato questo romanzo vi propongo questi tre ritratti a Dora Maar che ha fatto Picasso. E’ un po’ come se scomponendosi piano piano tornassero verso una “normalità”, un equilibrio. Magari un equilibrio ancora stravagante, ma più stabile, più armonico.

O, ancora, come gli 11 tori, sempre di Picasso, che da realistici diventano linee scomposte e poi minimali. Un po’ come una metafora della vita, dove il dolore, le vicende di vita, ci portano a sconvolgimenti e riequilibri. Carichi che si alleggeriscono, o leggerezze che si appesantiscono.

Picasso 11 toriTornando al libro, vorrei concludere dicendo che l’autrice tratta un argomento complesso come l’amore in modo tutt’altro che banale. L’amore è ambivalenza. L’amore è anche dolore. Chi più può farci soffrire di chi si ama?

Buona lettura.
Lisa Massei


Ti darò il sole  Ti darò il sole di  Jardy Nelson
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Ti darò il sole, romanzo young adult
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