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Come coltivare stupore e ironia nel tuo lavoro

Stupore e ironia
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Per la mia rubrica Il mio collage a colori di Sogno solo a Colori ti parlo di stupore e  ironia nel lavoro, ovvero di come coltivare lo stupore per il tuo lavoro anche quando le energie sono al minimo.

Quindi in questo aritocolo non ti parlerò di strategie di marketing per far innamorare le tue clienti al tuo lavoro, ma ti parlerò di quello stupore che a volte svanisce quando siamo stanche, dopo periodi difficili che ci portano a fermarci, o non fermarci affatto. Insomma, quando manca l’equilibrio e ci disinnamoriamo del nostro lavoro. Non ne troviamo più il senso, il piacere e viviamo solo la fatica e la stanchezza.
Quando si lavora come freelance il burnout è sempre dietro l’angolo. Per questo si parla spesso di self-care (fino alla noia), anch’io te ne avevo parlato qui. Ma oggi più che di self-care, vorrei parlarti dell’essenza che può aiutarti a riscoprire lo stupore e il piacere nel tuo lavoro. In altre parole a riconnetterti con te stessa e ripartire ricaricata (e colorata).
C’è una parte di noi profonda che ci chiama, tutti ce l’abbiamo, anche se spesso non la ascoltiamo perchè non siamo più abituate a farlo. Si chiama intuito. E’ una parte che spesso si contatta anche con il SoulCollage®, e che unita ai colori e al piacere delle immagini può davvero essere un viaggio potente nella nostra essenza.

Lo stupore nel tuo lavoro (e non solo)

Ma facciamo un passo indietro: cos’è lo stupore?
Per me è una dote che ci insegnano i bambini, specie se non la contattiamo da un po’. Sto parlando di quella sensazione di “rivedersi bambini attraverso gli occhi dei bambini”, riscoprire le cose semplici, che, diciamolo, sono le più belle e nutrienti.
Se non hai la possibilità di stare a contatto con i bambini, oppure non riesci a contattare ugualmente lo stupore nella tua quotidianità, ti riporto qui di seguito alcuni suggerimenti per riconnetterti con lui:
1) prova a immaginare di metterti degli occhiali stravaganti che ti permettono di vedere il mondo sottosopra (come ti sentiresti? cosa penseresti? cosa troveresti divertente?).
2) Cosa ti faceva ridere a crepapelle quando eri bambina? (scrivilo e cerca qualcosa di simile per riprovare quella sensazione).
3) Immagina come sarebbe bello se… (completa la frase lasciandoti libera di scrivere le cose più assurde di questo mondo).

Adesso pensa semplicemente a cosa amavi quando hai iniziato il tuo lavoro, quali erano le motivazioni che ti hanno spinta a crederci?
Cos’è successo quando hai smesso di crederci? Oppure, se ancora senti di crederci ma ti senti molto stanca chiediti: cosa ti toglie energia?

 

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