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Una vita da somaro
Una vita da somaro, particolare copertina.

 

Poco tempo fa, la casa editrice Coccole books nella sua pagina facebook ha lanciato un giveaway, ovvero un mini concorso (o gioco) che ha lo scopo di promuovere un prodotto o un servizio. In genere, chi partecipa condividendo dei post, o mettendo “mi piace” ad una pagina in un social network, può aggiudicarsi uno dei premi messi in palio. Ci sono poi alcune varianti, come il giveaway che ho lanciato tempo fa e che consisteva nello scrivere una poesia, una frase o una citazione sul tema della luce.

In questo caso il giveaway di Coccole books consisteva nel:

– proseguire la frase: “Meglio una vita da somaro che...”.
– mettere mi piace sulla loro pagina facebook, commentare e far votare.
Il commento più originale e con più mi piace si sarebbe aggiudicato una copia in omaggio del libro Una vita da somaro.

I commenti più votati sono stati questi:

Meglio una vita da somaro che da finta pecora… (128 mi piace) di Andreina Mexea;

Meglio una vita da somaro che una da burattino. (100 mi piace) il mio commento.

E’ stata una sfida all’ultimo pollice, che mi ha divertita. Di solito partecipo a giveaway in cui ci sia qualcosa di creativo da fare e in questo caso mi sono divertita a trovare una frase che fosse creativa e anche a diffondere la notizia, cercando supporto fra i miei contatti.

L’editore alla fine ha deciso di regalare due libri anziché uno, quindi una copia è arrivata anche a me.

vita da somaro

Per ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato, come avevo promesso, ecco la recensione del libro, più alcune riflessioni.

Una vita da somaro, scritto da Daniela Valente ed illustrato da Flavia Sorrentino, si presenta come un libro illustrato caratterizzato da un racconto “lungo” – se paragonato agli albi classici (qui ho spiegato cosa sono) dove il testo è in genere breve e poetico intervallato dalle illustrazioni.

Protagonista della storia è un somaro di nome Giardino che vive in campagna insieme ai nonni di un bambino di nome Bruno. In particolare è il nonno Pasquale che passa più tempo con il somaro, perché lavora insieme a lui nei boschi. Un lavoro antico e faticoso che il nonno fa da anni con passione. Quando però la sua salute inizia a vacillare il nonno deve prendere una decisione: chi si occuperà di Giardino? Non è certo un animale di sola compagnia, ma nemmeno di solo lavoro perché ormai anche per lui gli anni sono passati.
Il nonno trova in effetti una soluzione assai creativa, che non vi svelo per non togliervi la sorpresa.

Tutto il libro ruota intorno a questo animale: il somaro. Un somaro spesso bistrattato e usato come appellativo anche dalla maestra per dire a Bruno che ha sbagliato degli accenti.

Vita da somaro

Bruno, dal canto suo, vive le sue esperienze ed i suoi sogni, oltre all’affetto che lo tiene legato ai nonni e a questo splendido animale. Una nota narrativa interessante è che al termine di ogni capitolo la voce narrante si trasforma, le parole si colorano di un rosso tenue ed i pensieri (mai banali) diventano quelli del somaro.

In questa narrazione potrebbero già esserci le caratteristiche base di una storia, ma l’autrice immagino che abbia voluto cercare una sfida in più ovvero dare un’immagine più completa di questo splendido animale.

Si inserisce nella storia un bambino speciale, che non parla perché si suppone abbia subito un trauma. Bruno cerca di comunicare con questo bambino, a volte prova noia e fatica, ma continua a tentare.

Vita da somaro

 

Eppure chi davvero riesce a trasmettergli qualcosa di immediato è Giardino, a cui il bambino si interessa fin da subito e che, grazie alla vicinanza dell’animale, riesce piano piano a sciogliersi. Ed ecco spiegata con tanta chiarezza e semplicità cos’è la pet-therapy.

Vita da somaro

 

Le illustrazioni di Flavia Sorrentino, che prima di questo libro non conoscevo, hanno uno stile che si adatta bene alla storia. A metà fra l’ironia e la delicatezza.

Il libro si conclude con degli approfondimenti tutt’altro che banali sul somaro, la sua storia a fianco a quella dell’uomo, i suoi mestieri, le sue caratteristiche, come è stato trattato e raccontato nelle fiabe, ed altre interessanti curiosità.

Questo piccolo libro merita una riflessione in più. Credo di poter dire che, oltre ad avere più piani narrativi, abbia la capacità di possedere anche più piani educativi. E ciò mi fa pensare ad una collana speciale, non solo per come è strutturata, ma per come è stata pensata. Di un animale non si vuole cioè parlare soltanto “per farlo conoscere” o ridargli una dignità diversa, ma si vuole interessare il lettore e fornire spunti di riflessione per stimolarne la curiosità. Non solo narrare una storia, ma lasciare un qualcosa in più, un seme da seminare.

Lisa Massei


 

Una vita da somaro, recensione e riflessioni sul libro

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