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Monica MorgantiMonica Morganti è psicoterapeuta junghiana e scrittrice di numerosi libri che trattano temi sul femminile, la rabbia, e l’uso della mandalaterapia; nonché pittrice di mandala.
In questa intervista ci parla di come ha “incontrato” questo simbolo e perché ha introdotto il mandala nella sua pratica clinica.

Ciao Monica, parlarci un po’ di te…

Direi che sono una donna molto fortunata perché faccio cose che amo con un buon riconoscimento da parte del mondo intorno. Mi sono laureata prima a milano in filosofia e poi a Roma in psicologia e quindi sono una psicoterapeuta, ma dipingo anche mandala che espongo nel mondo e scrivo libri di psicologia rivolti alle donne sull’amore, la rabbia, e la meditazione.

Da quanto tempo ti interessi di mandala e come è nata questa passione?

Mandala Monica Morganti
Mandala dipinto da Monica Morganti

Ho cominciato a dipingere spontaneamente mandala quasi 25 anni fa, durante un momento di riflessione profonda sulla mia vita e successivamente ne ho approfondito l’aspetto simbolico e psicologico, quando ho scoperto che anche Jung se ne era interessato e che il buddismo tibetano che seguivo ne faceva uno dei cardini della sua teoria filosofico/spirituale.

Portare la pratica del mandala nel tuo lavoro di psicoterapeuta cosa ha significato per te e per i tuoi pazienti?

Quando ho proposto ai miei pazienti di colorare alcuni mandala disegnati da me ho verificato una potenza terapeutica che non mi aspettavo, colorare anche in seduta e interpretare il significato dei colori scelti apre davvero nuove prospettive terapeutiche.

Scrivere… All’inizio di alcuni tuoi libri ricorre una riflessione nella prefazione in cui parli della fatica di scrivere. Di cosa ha significato per te emotivamente scrivere e concludere quel libro. E’ come se ogni volta tu pensassi che sia l’ultimo libro, ma poi ti ritrovi a scriverne un altro?

Scrivere è per me una urgenza mentale e emotiva, per questo è faticosa… Quando un libro mi nasce dentro non posso sottrarmi alla sua creazione e, d’altro canto, non so mai se sarà l’ultimo o nascerà dentro qualcosa di nuovo. Inoltre per me, come analista, le parole hanno una straordinaria importanza e quindi la scelta di ogni singola frase mi richiede una attenzione estrema.

Cosa rappresenta per te il mandala e dove ti ha condotto fin’ora?

Ogni volta che torno da un viaggio nel mondo o che affronto un nodo emotivo particolarmente potente dipingo un nuovo mandala, è il mio modo di tenere un diario dell’anima.

Mandala dipinto da Monica Morganti
Mandala dipinto da Monica Morganti

Conduci spesso laboratori sul femminile, di cui hai scritto anche molto. Da dove nasce la necessità di parlare di questi argomenti? Perché sono importanti oggi, secondo la tua esperienza come terapeuta?

Io vengo da una esperienza di militanza femminista negli anni 70 quando parlare tra donne era una pratica politica e di autoconoscenza. Oggi è rimasto un forte e necessario bisogno di condivisione e di “parola” in un mondo in cui tutto è solo virtuale.

Scrivere per le donne, scrivere per gli uomini, cosa cambia nel linguaggio, nel modo di comunicare?

È effettivamente diverso, se scrivo pensando ad un pubblico maschile devo stare attenta ad avere un linguaggio più razionale e meno emotivo e devo scrivere in modo più concettuale e meno per immagini; con le donne è esattamente il contrario. Si tratta proprio di una differenza di genere.

Una soddisfazione che ti sei tolta grazie ad un tuo libro…

Amo tutti i miei libri ma quello che più mi emoziona è Figlie di padri scomodi, perché mi ha permesso di parlare dell’importanza dei padri e quindi anche del mio, che era morto. E devo dire che ricevo spesso lettere di lettrici che mi dicono di aver pianto molto e compreso i loro padri come non era mai accaduto prima.

Un commento, una frase che ti ha colpito in merito ad esso.

Grazie al tuo libro sono riuscita a perdonare mio padre.

Seguendoti su facebook mi viene da dire che tu sia una donna dinamica e curiosa. Cosa impedisce certe volte alle donne di esprimere la propria dinamicità, secondo te?

Le donne, spesso temono il giudizio del mondo intorno a loro e una donna dinamica/potente/sicura di sé è vissuta come una minaccia. Le donne a volte barattano il loro bisogno di amore con la libertà e la gioia di conoscere.

Prossimamente mi piacerebbe…

Finire il giro del mondo che sto compiendo da alcuni anni…

Grazie per il tempo che ci hai dedicato.

 Lisa Massei

Contatti: www.monicamorganti.com

I libri:

Intervista a Monica Morganti
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