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Genitori, una sfida quotidiana

Essere genitori credo sia una sfida più o meno quotidiana. Ci sono tante teorie, tanti consigli, tanti giudizi (più o meno giusti). Ma, per quanto formati intellettualmente, l’esperienza reale spesso si presenta in modo molto immediato e alle volte anche forte, duro, brutale.

mano fogliaCome genitori ci troviamo così a contattare la nostra rabbia (anche quella che non credevamo di avere, si, pure lei…), il senso di inadeguatezza (alzi la mano chi non si è mai sentito inadeguato!), la difficoltà a imporsi nel modo giusto (quando a volte il modo giusto sembra sbagliato e quello sbagliato sembra giusto?), negoziare con fermezza (mammamia, c’è forse cosa più difficile?), ecc…

Io come mamma (ma anche come compagna e moglie) mi misuro piuttosto spesso con tutto questo marasma.

Come operatrice, credo sempre più nel sostegno, più che nel giudizio. Sostegno e accoglienza. Sostenere e essere accoglienti non significa essere deboli, troppo morbidi e quindi inefficaci. Significa prima di tutto esserci, stare, non mettersi al di sopra di un piedistallo.

Uno degli aspetti più complessi del mio lavoro credo sia sempre stato non giudicare. Sembra in teoria molto facile, nei fatti avere un atteggiamento non giudicante richiede un profondo lavoro su se stessi. Significa accettare, perdonare e perdonarsi tante cose, e anche valutare senza essere sopraffatti dalla valutazione stessa.

Mi ricordo una volta che in formazione un docente ci disse:

Quando si punta un dito contro qualcuno, altri tre sono puntati contro noi stessi.

Mi colpì molto questa frase…  secondo me è proprio così: giudicare gli altri è un po’ condannare se stessi. Ci avevi mai pensato?

genitoriSecondo Jung siamo spinti a vedere negli altri impulsi, mancanze e difetti che in realtà sono nostri e che spesso neghiamo di possedere. In altre parole ciò che ci infastidisce negli altri spesso e volentieri ci appartiene. La prima obiezione che viene da fare è: se mi da fastidio è perchè non mi piace, io non sono così. Per questo è un concetto tutt’altro che semplice da digerire.
Il riconoscimento dell’ombra, quindi affrontare il proprio negativo, accettare che il male può essere presente anche dentro di noi, non proiettarlo solo all’esterno, su altre persone, ma accettare la propria intima natura duale è un percorso difficile e complesso, spesso necessario per un autentico cambiamento.

Chiudo con questa citazione che vuole essere anche una piccola riflessione:

Al giorno d’oggi si dà la colpa ai genitori in tutto.
Ma anche loro hanno avuto genitori.
(Splendore nell’erba)

 

Immagini: Lisa Massei

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